Una scatola nera fa parlare i castagni di Granaglione

Una scatola nera fa parlare i castagni di Granaglione

Gli scienziati del progetto "TreeTalker" hanno installato su 48 alberi sensori che forniscono

dati sulla salute delle piante e dell’ambiente che li circonda


Una scatola nera per permettere agli alberi di raccontarsi. Parlano i castagni sull’Appennino, per spiegare che effetto hanno i cambiamenti climatici su di loro e sull’ambiente che li circonda. A farli parlare è una piccola scatola, piena di sensori, che in tempo reale fornisce dati sulla crescita dell’albero, l’acqua prelevata, la Co2 assorbita e persino sul colore delle foglie.

In questo modo si può capire sia lo stato di salute della pianta sia le condizioni ambientali della zona. Il progetto si chiama ‘TreeTalker’ e coinvolge 48 alberi del castagneto didattico-dimostrativo di Granaglione, nel Comune di Alto Reno terme, in provincia di Bologna, di proprietà della Fondazione Carisbo e affidato per la gestione tecnico-scientifica all’Accademia nazionale di Agricoltura. Al progetto, che ha durata biennale e un budget di circa 200.000 euro, partecipano anche la società Open fields, l’Alma Mater di Bologna, il Centro euro-mediterraneo sui cambiamenti climatici, la cooperativa forestale Valreno, la società di formazione Centoform e il Comune di Alto Reno Terme. Il primo a lanciare l’iniziativa è stato Riccardo Valentini, membro del Comitato intergovernativo sui cambiamenti climatici, con l’obiettivo di disseminare questi sensori nelle foreste di tutto il mondo, dal Brasile alla Siberia. In Italia il progetto ha messo radici a Perugia e a Modena ed è in fase di avvio in Trentino. "Ma a Granaglione siamo all’avanguardia – sottolinea Ercole Borasio dell’Accademia nazionale dell’Agricoltura –: siamo gli unici ad avere un così alto numero di alberi dotati di sensori".

Il progetto ‘TreeTalker’ a Granaglione ha preso il via da poco meno di un anno e per un biennio ognuno dei 48 castagni, ciascuno battezzato col nome di uno scienziato, sarà monitorato ora per ora tutti i giorni. I dati dei sensori sono consultabili anche online in tempo reale, sul sito castagniparlanti.it: cliccando sul nome di ogni albero, si può leggere la sua scheda e vedere in che condizioni è. Lunedì, ad esempio, molti castagni dicevano di avere sete. I dati vengono trasmessi a un cloud ed elaborati, in modo da progettare una gestione forestale, agricola e del verde urbano in grado di resistere e contrastare i cambiamenti climatici. "Questi strumenti aprono le porte a innumerevoli potenzialità – spiega Valentini, in un articolo sulla Rivista di cultura agraria dell’Accademia – che vanno dalla misurazione dell’effettivo impatto del clima sulle foreste, sulle coltivazioni arboree e sul verde cittadino, fino alla sperimentazione di interventi volti a riportarci su percorsi virtuosi e positivi". Il monitoraggio sugli alberi offre uno strumento in più anche agli stessi castanicoltori per valutare la funzionalità, la crescita e il recupero delle piante.